Pochi giorni or sono, sfogliavo per caso una rivista (D di Repubblica, per la precisione), per l’appunto mentre esaudivo una delle necessità fisiologiche proprie di ogni essere vivente o quasi, quando mi sono trovato davanti agli occhi un articolo piuttosto interessante; l’argomento era, come dire?, azzeccato: la carta igienica.
Ed ho scoperto, con sommo sbigottimento, che la causa principale della deforestazione mondiale è per la produzione di carta igienica; questo perché la gente per bene, quelle che si è soliti chiamare “popolazioni civilizzate”, hanno bisogno di cellulosa pura per pulirsi il culo; ebbene sì, l’80% degli statunitensi, e ultimamente a anche buona parte degli europei (italiani in testa) non può fare a meno di utilizzare carta igienica ultra morbida, magari anche colorata e profumata, prodotta utilizzando quasi esclusivamente cellulosa pura. Considerando che la vita media di quei soffici quanto preziosi pezzettini di carta è di una manciata di secondi, senza ovviamente possibilità di utilizzo o riciclo, e considerando l’uso che se ne è soliti fare, si potrebbe iniziare a ritenere opportuno l’utilizzo di carta igienica meno pregiata, magari prodotta con carta riciclata; se poi si pensa poi che il 75% della popolazione mondiale non sa neanche che cosa sia la carta igienica, cambiare atteggiamento diventa doveroso. Ma la tendenza va in tutt’altra direzione: ogni anno il consumo di carta ultra soffice aumenta, e aumenta quindi l’utilizzo di cellulosa, il che comporta un maggior spreco (perché questa è la parola giusta) di alberi.
Pensiamoci… se vogliamo distruggere tutte le foreste per pulirci il culo, siamo liberi di farlo; ne subiremo poi le conseguenze. Se invece vogliamo essere appena un po’ più lungimiranti… ecco, magari il nostro culetto non si offenderà più di tanto!




