Assignment #5: Facebook
Non lo utilizzo, pertanto non lo conosco; quindi giudicarlo sarebbe presuntuoso. Ma da osservatore esterno posso fornire le mie impressioni. Un po’ contrastanti fra di sé, e non credo molto originali. Anche da profano, non posso non riconoscere le provvidenziali potenzialità di questo strumento, dotato fra l’altro di una sorta di mente artificiale in grado di trovare e suggerire ad ogni utente decine di possibili conoscenze fra gli altri utenti (solo su questo si potrebbero scrivere interi trattati, a partire dal come vengono individuati questi potenziali “amici”, se con strategie del tutto lecite o meno..). A mio avviso, un punto a suo sfavore è la sua “chiusura”: se non sei iscritto non puoi fare niente di niente; o sei dentro o sei fuori… Non è questo il concetto di condivisone che avevo in mente.. In ogni caso, questa chiusura non è molto concreta, vista l’epidemica diffusione che sta conoscendo; è quasi normale avere un profilo su facebook, un po’ come avere la patente di guida o la Carta di Identità. Quindi le grandi potenzialità restano: essenzialmente, la possibilità di restare in contatto con persone lontane, condividere tutto il digitalmente condivisibile, pubblicizzare eventi gratuitamente fra migliaia di utenti, il tutto con pochi semplici passi, che anche il più analfabeta informatico riesce a compiere. Dunque, pur con i suoi limiti, un grande strumento offerto alla collettività; ma come per ogni invenzione o scoperta, tutto dipende dall’uso che se ne fa. Facebook c’è; all’intelligenza delle persone spetta la scelta di farne un buono o cattivo uso. Prometeo donò il fuoco agli “uomini” perché vivessero felici; gli uomini hanno inventato la bomba atomica.
Assignment #1: Codifica Informazione
“FRATTALE”
Gli elaboratori elettronici, dai più antichi e giganteschi ai più moderni e miscroscopici, utilizzano, per elaborare le informazioni, dei codici; un codice è come un linguaggio, le cui parole, in informatica, sono rappresentabili con dei numeri. Essenzialmente il linguaggio dei computer si basa su un codice binario, ossia con due sole parole possibili, due valori: 0 ed 1. Anche i caratteri di questo testo in realtà, agli “occhi” del computer, sono lunghe sequenze di 0 e di 1. Ma non solo: qualsiasi tipo di informazione digitale (immagini, suoni, programmi) usa linguaggi, spesso complicatissimi, che si basano su un codice binario. Quindi pensate: tutte le miracolose creazioni digitali, tutti gli automatismi più raffinati di tecnologie quasi fantascentifiche che ci fanno parlare di intelligenze artificiali, sono in realtà nient’altro che chilometriche sequenze di 0 e di 1… Un po’ simile alla vita no? Organismi, talvolta estremamente complessi, le cui funzioni sono regolate da complicatissimi sistemi basati su qualche migliaio di proteine, formate da lunghe sequenze di 20 amminoacidi diversi, costruiti a partire da un codice (il DNA) che ha solo 4 parole ripetute in un bizzarro ordine apparentemente casuale, costituito a sua volta da molecole, formate da atomi, formati da protoni, neutroni ed elettroni…
Scusate l’interruzione, ma un piccolo particolare mi ha leggermente scosso: se hai letto attentamente questo scritto, ti sarai accorto del grave errore ortografico: fantaSCEntifico.. una mia svista, che la tanto elogiata intelligenza artificiale del correttore automatico non ha saputo individuare… Dunque, mi sbagliavo?




